LA SEQUOIA GIGANTE DEL PARCO SOTTOCASA

Il gigante nordamericano che ha trovato casa nel parco storico di Villa Sottocasa, con qualche incidente di percorso. Diversi anni fa è stato infatti probabilmente colpito da un fulmine che ha avuto come conseguenza un'infezione fungina. Riconosciuto quale esemplare monumentale a livello provinciale grazie all'azione del Parco, è stato battezzato dagli studenti "Julia Butterfly" con un concorso nel 2008.

Nel parco della villa Sottocasa a Vimercate è presente un maestoso esemplare di Sequoia Gigante (Sequoiodendron giganteum).

 

Questo albero appartiene alla famiglia delle Cupressaceae anche se precedentemente è stata classificata nelle Taxodiaceae ed è diffusa, non coltivata, solo in aree ristrette della Sierra Nevada e della California. Il nome "sequoia", come molti sanno, deriva dal capo indiano Sequoyah (1770-1853), passato alla storia per aver inventato l'alfabeto Cherokee; "gigante" perché nelle zone di origine può superare i 100 m di altezza, avere un diametro del tronco alla base (molto allargato rispetto alle parti più alte del tronco) di oltre 9 m; è stato calcolato che la più vecchia tra le sequoie giganti ha 2200 anni.

L'individuo presente nel parco Sottocasa è stato con ogni probabilità piantato all'atto della costruzione della villa con annesso parco (fine del XVII secolo); di conseguenza dovrebbe avere circa 200 anni. E' alta circa 30 metri ed ha un tronco (dalla corteccia rossastra e ricca di sughero) con una circonferenza misurata a petto d'uomo di 4,30 m, pari a 138 cm di diametro.


Purtroppo già parecchi anni or sono la pianta è stata colpita da un fulmine che ha provocato una lacerazione nella corteccia attraverso cui è potuto penetrare un fungo (Ganoderma sp.) La pianta nel tempo ha reagito anche se ancor'oggi pende leggermente verso est. Il quotidiano sforzo di reazione indebolisce però la pianta, soggetta anche ad un'attacco fungino (pestalozzia - Pestalotia funerea) anche sulle foglie.


Il Consorzio Parco, che ha segnalato la specificità della pianta (in precedenza sconosciuta) e ne ha ottenuto il riconoscimento a livello provinciale, ha iniziato nel 2006 una serie di periodici interventi di cura e monitoraggio. Innanzitutto viene effettuata periodicamente una V.T.A. (Visual Tree Assessment), per permettere di monitorare la stabilità della sequoia. L'analisi visiva ha messo in evidenza la presenza di un infezione fungina anche sulle foglie (pestalozzia - Pestalotia funerea). Vengono inoltre ulteriormente approfondite le analisi con un particolare strumento, il "resitografo", sia alla base del tronco che a circa 6 metri d'altezza. Con una sonda ad ago il resistografo penetrara nel tronco per misurare la densità del tessuto legnoso: il risultato è una specie di "elettrocardiogramma" che mette in luce la presenza di eventuali anomali o carie (...come quelle dei denti ma qui sono i funghi a provocarle). Se ne deduce che il legno della sequoia alla base è in buone condizioni, mentre esiste una grossa carie a circa 6 m da terra.


Anche se complessivamente il legno della sequoia è sufficiente per garantirene la stabilità, è stata alleggerita la chioma togliendo le parti morte per gli attacchi della pestalozzia ed effettuando specifici trattamenti; è stata altersì ancorata con tre speciali cavi elastici.

 

Stato di salute della pianta e dell'ancoraggio vengono periodicamente verificati.

 

Con lo scopo di far conoscere il valore dell'esemplare, ha indetto nel 2008 un concorso intitolato "IL MIO NOME E' SEQUOYAH" per le scolaresche di Vimercate, che hanno dato il nome di JULIA BUTTERFLY.

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